#01 : La partenza prima di partire.

“Ciao mamma, vado a fare un giro in bici a IlGiappone, non aspettarmi in piedi” 


E’ con questa frase che ho lasciato l’Italia e sono partito alla volta di quelli che, sono certo, saranno 3 mesi pazzeschi. 

Dopo un paio di scali, tra cui due ore in quella meraviglia architettonica chiamata dai più  “Aeroporto di Francoforte” ma che dovrebbe essere conosciuta come “il posto megabello dove la luce è più fica che altrove”, sono atterrato all’aeroporto di Naha, Okinawa, dove mi sono visto arrivare Sio a bordo di un vascello (se preferite, potete pensare che fosse un normalissimo van) capitanato da Robert, ex-militare americano mezzo irlandese mezzo italiano, Adriana, la sua dolcissima seconda in comando (nonché figlia) e Moses, il meticcio che da lì a poco avremmo scoperto essere il Re dei Cani. 

“il posto megabello dove la luce è più fica che altrove”

 Sio, Robert e Adriana che mi osserva compiaciuta.

Sio, Robert e Adriana che mi osserva compiaciuta.

 Moses che dopo avermi annusato per bene, si rilassa. 

Moses che dopo avermi annusato per bene, si rilassa. 

Urla, saltarsi addosso, darsi dei pugnetti e via, verso Yomitan, dove ci aspettavano i nostri primi host Fabian e Lindsy. 

Fabian e Lindsy (e i loro cani Moses e Chopsticks) hanno una casa fichissima, in stile tipicamente americano, di cui affittano due camere su AirBnB(link). Non avremmo potuto sperare in due host migliori per iniziare questo viaggio. Fabian è un tizio particolare, ti racconta della sua fede smisurata un secondo, e quello dopo di come è stato salvato da un contadino mentre cercava di fare il giro di Okinawa in skateboard. Lizzie invece è dolce, quasi quanto la Apple Crumble con gelato che ci ha preparato una sera, e bella da togliere il fiato. Loro e i due amici a quattro zampe sanno davvero fatti sentire a casa tua in tempo zero. 

Fabian and Lindsy watching Tv in their living room.

Dopo una serata passata a pianificare il calendario e gli spostamenti dei prossimi 3 mesi, siamo crollati a letto solo per svegliarci, il mattino dopo, con il campanello di casa che suonava. Era il corriere, che ci consegnava le nostre bici. Gaudio e giubilo come se non ci fosse un domani. 

Le bici ci sono state spedite dall’Italia dal nostro sponsor tecnico, Specialized, pre-assemblate e tarate con i nostri settaggi su misura. Pochi giorni prima, io in Italia e Sio a Tokyo, quasi in contemporanea, eravamo stati invitati da Specialized a fare il loro Body Geometry Fit, la messa in posa della bicicletta che viene normalmente dedicata solo agli atleti professionisti, dove un tecnico ti aiuta a impostare la bici in base al proprio fisico e alle proprie necessità, in modo da evitare tutti i problemi di postura e avere il massimo del comfort, la massima efficienza e il minimo sforzo nella pedalata. 

Dopo aver montato anche i rack della Tubus e le borse della Brooks, ecco le bici pronte per il viaggio. Si, non fosse che mancavano ancora mille cose a cui non avevamo pensato, vedi : contachilometri, luci per la sera, pedali a sgancio ecc ecc. Così siamo partiti per un piccolo tour di tutte le ciclo officine del circondario e, 30km dopo, eravamo finalmente pronti a partire. Cibo, nanna e sveglia alle 7 il giorno dopo, direzione Motobu (本部), punta nord di Okinawa, porto di partenza del traghetto per Kagoshima (鹿児島).

Hollywood, Okinawa, dove è stato girato il celebre film "La Grande Bellezza" 

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Per i primi 40 km, abbiamo incontrato solo due cose : coste a perdita d’occhio e vento. Vento a manetta, sempre in faccia. (Ma dai, chi lo avrebbe mai detto che le strade costiere sono ventose. Duh) Paesaggisticamente Okinawa è, a mio avviso, molto strana: nelle zone urbane si sente tantissimo la presenza americana, viste le tantissime basi militari, mentre nelle zone meno abitate sembrava di stare dentro a Jurassic Park (piante alte, palme, natura rigogliosa, dinosauri).

 La 海の家 e degli oni danzanti

La 海の家 e degli oni danzanti

 Chili di Goya donano a Sio l'energia per disegnare fumetti. 

Chili di Goya donano a Sio l'energia per disegnare fumetti. 

Climaticamente parlando, la giornata non era delle più promettenti, con nuvoloni in cielo, foschia e pure un po’ di pioggia. Dopo una sosta per divorare piatti a base di goya (frutto/verdura tipico di Okinawa) abbiamo detto “NO!” al vento e abbiamo optato per un percorso all’interno. Idea pessima. 

Certo, all’interno di vento neanche l’ombra, ma vogliamo parlare delle salite? 10 km belli intensi, in certi punti (brevissimi) delle vere e proprie arrampicate.

E’ solo il primo giorno ma già lo posso dire con certezza: maledetto sia chi ha inventato le salite. (Sio no, lui vuole più bene alle salite che al vento, tsk)text

Una pedalata dopo l’altra, verso le 18 siamo arrivati a Motobu, abbiamo dato fondo alle scorte di cibo di un ristorante della zona, montato la tenda e siamo letteralmente crollati. 

Morale della favola: 70km come primo giorno non è affatto male! 

 Arrivati a Motobu. 

Arrivati a Motobu. 

Stamattina, di buona leva, abbiamo smontato la tenda, imbarcato le bici sul traghetto, e siamo salpati alla volta di Kagoshima, che raggiungeremo domani alle 10 AM. Da Kagoshima, pedaleremo i 100km in direzione Cape Sata, ufficialmente il punto geograficamente più a sud del Giappone, vero punto di partenza del nostro viaggio.